Animazione Turistica: Evoluzione o Involuzione?

10 Gennaio 2019
Gaetano Ianniciello

Il mondo dell’animazione turistica è profondamente cambiato nel corso del tempo; forse non tutti sanno com’è nata l’animazione turistica. Le prime basi di essa, fondano le proprie radici intorno agli anni ’50, quando dopo l’eliminazione dei villaggi politici (improntati sul condizionare gli ospiti su una data idea politica),nascono i primi villaggi turistici con le prime attività di “animazione” le si vuole definire: le prime escursioni, organizzate per permettere agli ospiti di godersi il contatto pieno con la natura e le prime attività sportive guidate dagli animatori.
Inizialmente non si dava peso alle serate, che erano prettamente organizzate come un incontro tra amici intorno ad un fuoco. Questo aspetto mutò tra gli anni ’60 e gli anni ’80, in cui prendono vita le prime serate, nelle quali gli ospiti diventavano i primi attori. A cavallo di questi anni, prese vita anche la figura dell’”animatore – accompagnatore” che aveva il compito di guidare gli ospiti durante le escursioni.

Sempre a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni ’80 prende vita quello che noi oggi chiamiamo “Mini Club” che aveva la funzione di intrattenere i più piccoli per permettere ai genitori di partecipare a tutte le attività a loro dedicate.
L’animazione turistica si è evoluta tantissimo, soprattutto negli anni ’90, durante i quali diventa una vera e propria innovazione per le strutture ricettive. Tutti volevano partecipare alle attività dell’animazione; tutti volevano andare in vacanza per divertirsi in strutture in cui c’era l’animazione turistica; tutti i ragazzi e le ragazze volevano fare quel lavoro. Perché in quale altro lavoro puoi divertirti, lavorando?

Gli anni ’90 hanno permesso al mondo dell’animazione turistica di esplodere, infinite furono le novità messe in gioco da ogni animatore, si parlava delle equipe per tutto l’anno, ogni animatore non vedeva l’ora di ritornare a vivere quella che era la sua dimensione: la stagione.
Non a caso negli anni ’90 è stata realizzata la poesia dell’animatore, che si è innalzata ad inno dell’animatore in genere (ndr).
Però, poi è successo qualcosa; il meccanismo si è rotto, la società è avanzata, forse lasciando un po’ indietro l’animazione, che da sogno utopico di felicità si è trasformata, per i giovani di oggi in un lavoro a tutti gli effetti, in cui non c’è più quella passione, non c’è più la creatività, quest’ultima quasi del tutto scomparsa con l’avvento del web “h24”.  Gli ospiti non arrivano in struttura per divertirsi con l’animazione, ma per rilassarsi e lasciare i bambini “agli animatori, che tanto li guardano loro”. La spettacolarità dell’arte di fare animazione sta svanendo, e tutto ciò che avete appena letto è un urlo d’aiuto; l’Animazione ci chiama, vuole tornare più forte che mai, vincere di nuovo, essere l’allegria di tutte le persone, di chi ci lavora e di chi la guarda.

Ragazzi, fare l’animatore è un’arte, una passione, un sacrificio, che sarà ripagato nel modo migliore possibile: con i sorrisi, con gli applausi, con le lacrime di persone che magari non rivedrai più, ma che ai quali lascerai un segno così profondo che non ti dimenticheranno mai.
Viviamo l’animazione, respiriamola, diamo allegria ad un settore che mai scomparirà!
Perché i sorrisi allungano la vita!

Numerose sono le agenzie di animazione turistica in Italia che basano la propria politica sul ritorno alla luce dell’animazione.
Una di queste è la Hidalgo Animazione, che cerca di avvicinarsi, sempre di più all’animazione vera e propria, quella che viene dal cuore.
Curiosi di scoprire i loro segreti? Visitate il loro sito web, le loro pagine Social, scoprirete infinite sorprese!

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